roberta longo blogger

Selfie? Sticazzi! Esistono ancora le foto scattate dalle mamme: S-T-U-P-E-N-D-I-S-S-I-M-A.

Da giorni ho in mente solo una frase: notte da leoni, mattino da coglioni. Applicata ai 30 giorni del mese diventa 3 settimane da leoni e una da coglioni. Valencia – Barcellona – Tunisi – Milano – LETTO, olè. Nonostante una diagnosi medica molto chiara (sèèè come no) avvalorata da più lauree in medicina, quello che ho più amato sono state le diagnosi collaterali arrivate tramite Whatsapp: “il tuo corpo ti sta comunicando qualcosa” “ascolta il tuo corpo” “il tuo corpo è più saggio di te” e dulcis in fundo mia madre con la frase che mi accompagna da circa 25 anni, ovvero, dal lontano dì in cui fui colpita dalla nemica varicella: “questo è perché bevi poca acqua e non mangi la frutta”. All’epoca era anche riuscita a convincermi che la causa di tutti i miei mali fossero i Tegolini del Mulino Bianco comprati di nascosto con le 2 mila lire destinate alla merenda dei campioni e prontamente sostituiti con il panino al prosciutto cotto del Panificio Ricci (momento Amarcord)… i Tegolini un male, mhà. Insomma, 11 stagioni di Grey’s Anatomy mi hanno condannato ad una vita di diagnosi della minchia, questo è quanto.

Ho detto Grey’s Anatomy. Aggiungo: stendiamo un velo pietoso su Grey’s Anatomy. Dopo una serie di certezze reali distrutte come un pulcino schiacciato da un bombardone (vedi: Albano e Romina, Syusy Bladi e Patrizio Roversi, Antonio Banderas e Melanie Griffith) non ci resta neanche più la finta certezza di un amore consacrato da un post-it. Giuro, mai più una serie tv. (Ovviamente ho mentito e nel mentre ho iniziato a vedere Homeland, ADDIO). Ora per buona pace di tutti ci sorbiamo questi 4 minuti e 26 secondi di tristezza, dedicati a quell’infame di  Shonda Rhimes. Carmen Russo ed Enzo Paolo siete la mia unica ed ultima speranza, non mi tradite.

E partiamo da Valencia. Domenica delle Palme: caldo, sole delirante, strade piene da sabato del villaggio, eleganza ad ogni angolo (per quanto possa essere definito elegante un completo beige e una cravatta rosa). All’improvviso la visione: una foglia di palma che cammina. Ah no, un bambino alto 50 cm che trascina una palma alta 2. Poi ne passa un altro e un altro ancora e all’improvviso tutto attorno è una palma che cammina. Benvenuto a Valencia, la città in cui nella domenica delle palme le palme non hanno più palme. Top.

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Sempre Valencia, la città in cui è stato scoperto il senso della vita e il segreto per una vecchiaia senza seghe mentali. Un’amica, un tavolo vista mare, una birra, un piatto di patatas bravas, un rossetto color oro e una stola rosa: questo è quello che tutti dovremmo meritarci alla soglia degli 80 anni dopo una vita più o meno bella, più o meno ricca, più o meno in salute. Inshallah.

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Se invece di arrivare ad 80 anni non ve ne sbatte proprio una mazza seguite il suo esempio: uccidetevi consumando cene da 6mila calorie a botta. È arrivato con la leggiadria di un elefante, si è seduto provocando un maremoto da balenottero spiaggiato, ha fatto la sua ordinazione con la stessa riservatezza di una scimmia urlatrice. Lui, l’uomo che viveva di olive: prima coppetta di olive, seconda coppetta di olive, primo panino con salsiccia e olive, secondo panino con salsiccia e olive. Oliva, lui voleva nascere oliva. Nella vita non tollero pochissime cose, tra queste chi mangia succhiando stordendomi con rumori molesti. Ovviamente le olive sono state succhiate una ad una, nel mio timpano, per infiniti, interminabili minuti. Unico e indimenticabile nella sua fastidiosità.

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Serendipity, “la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e di trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.” Insieme a flâneur sarebbe a dir poco perfetta.

Mi sono resa conto di essere monotematica. Negli ultimi 15 mesi le mie letture hanno avuto un comune denominatore: il Medio Oriente. Qualche giorno fa la svolta: la letteratura colombiana. Arrivò, con questo nuovo proposito tra il riot e l’insensato, Jorge Franco con Paraìso Travel. Riassunto in poche parole il tema è questo: perdere l’amore e ritrovare se stessi, con una sorta di vaffanculo finale che ti restituisce un po’ di fiducia nei protagonisti con le banane agli occhi. Gli scrittori colombiani sanno descrivere la realtà come pochi altri, Gabriel García Márquez insegnava. Con somma gioia ed estremo gaudio vi comunico il mio ingresso ufficiale nel trip della letteratura colombiana, olè.

Le panchine di Valencia
le giostre nei parchi di Barcellona
i bomboloni e il tè ai pinoli di Sidi Bou Said
la sabbia a 3 metri dal letto
le noci fresche
il muezzin al tramonto
sono il meglio

Chi deve ma non si toglie mai definitivamente davanti ai maroni
il pronto soccorso nei giorni di festa
le città ordinate e sempre in fila per 2
Facebook in mano a chi vota Salvini
“chi fa lo scemo per non andare alla guerra”
è il peggio

Tunisiair. Io e quella che ormai è diventata una delle mie compagne di viaggio preferite: entrambe rosse, una naturale, una un po’ meno. Ad un certo punto lei, l’hostess fighissima dal rossetto scintillante e delle mani meravigliose, che passa, fissa con insistenza la rossa non rossa e le sorride. Proprio mentre la rossa naturale inizia ad insinuare l’insinuabile, eccola tornare, risorridere alla rossa finta e chiederle: “i tuoi capelli sono bellissimi… puoi dirmi il nome della tintura?” Rossa naturale vs rossa tinta 0-1. Persa anche la certezza di avere i capelli più belli del mondo, non mi resta che buttarmi sull’hennè di Lush dal nome “Come un sole rosso acceso”. Il mio sole spento ringrazierà e la prossima volta avrò una possibilità in più di sbaragliare la concorrenza. Applauso a Lush per questo nome incredibile comunque.

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Piaceri: il primo sguardo dalla finestra al mattino, il vecchio libro ritrovato, volti entusiasti, neve, il mutare delle stagioni, il giornale, la dialettica, fare la doccia, nuotare, musica antica, capire, musica moderna, scrivere, viaggiare, cantare, essere gentili.” Se Bertolt Brecht per musica antica intendeva i Jackson 5 siamo a cavallo!

Mè aprile sparisci che deve arrivare San Nicola con un carico da 100 di Peroni e lupini! E siccome 3 giorni son pochi quest’anno le gabbie aperte e la follia incontrastata hanno vinto un giorno in più…4 e sto.

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