[Una vita così. E chi mi ammazza più.]

12 mesi fa scrivevo il primo post ad cazzum per dare un senso all’insonnia: in sottofondo un Baglioni con una cotonatura d’altri tempi che si struggeva con “e tu, in un sospiro tu, in ogni mio pensiero tu, ed io, restavo zitto io per non sciupare tutto io”. In questo momento sono esattamente le 2.23: in sottofondo quello che potreste scambiare per il figlio romano di Nino D’Angelo, ma che in realtà è Ramazzotti – con evidenti problemi di playback – nel momento più sottone della sua vita “apro il frigo cosa cerco, sfoglio un libro ma non leggo, cosa ho inciso su quel nastro non ricordo più, tutta questa confusione certo ha una spiegazione è una specie di disastro se mi manchi tu.” Conclusione: i pensieri ad cazzum nascono in orari del cazzo, da una vita di cazzo, con una musica del cazzo. Amo, amo infinitamente tutto ciò.

E ora ve lo piangete tutti.

Un biglietto, un auto, 2 amiche: niente più. Ho avuto il viaggio che volevo, felicemente libero.

Albania. Ho deciso di ritornarci dopo 17 mesi per 5 ricordi: “un capretto da orgasmo” (cit.), le facciate colorate di Tirana, il ghigno diabolico di un tarchiatello paonazzo con un dente d’oro, un bambino con un Nintendo anni 90 e una notte in traghetto, o meglio, LA notte in traghetto. “I viaggi che scegliamo ci assomigliano”: mi cito, solo per farvi notare che alla fine tra una cazzata e l’altra sparo anche qualche verità. Umile, aperta, contraddittoria, incontaminata, di una bellezza non sfacciata e un’ospitalità sincera, tanto, infinitamente ad cazzum: i tombini aperti, gli attraversamenti suicidi in tangenziale, un lavazhe per ogni abitante, la birra senza patatine e il raki del mattino, giusto per ricordarci che con una gradazione alcolica del 40% si inizia meglio la giornata. Sono mesi che non vado d’accordo con l’ordine e la ragione normalmente intesa come tale: l’Albania non ha fatto altro che incastrarsi perfettamente.

albania shiroke

L’incontro albanese che racconterò ai miei figli: Piro, lo chauffeur che aveva uno chauffeur. Ad avercelo in Italia lo avrei sposato, essenzialmente per 3 motivi: la risposta “certamente che sì” ad ogni richiesta. Dopo 10 minuti dalla stretta di mano ha fatto sì che dormissi quasi sul minareto della Moschea di Piombo di Berat, figuriamoci di quali grandi gesta sarebbe stato capace dopo un anno di fidanzamento. Il suo essere propenso alle scuse “non chiedo scusa una volta, ma 10mila volte”, l’abbondanza è tutto nella vita. E infine, dulcis in fundo, per la spiccata propensione a capire letteralmente cazzi per mazzi: “Piro abbiamo trovato uno scarafaggio” “….condom??? Aperto o chiuso?” riporto fedelmente la conversazione, perché vorrei davvero che qualche illuminato mi spiegasse il nesso tra le parole scarafaggio e condom. Grazie.

Datemi uno spiedino cosparso di origano a 70 centesimi e sarò felice. Non c’è storia, lo street food stravince.

himare albania

Himare, Albania

Quella notte, a letto, mi chiedevo se mi sarei addormentato oppure esploso, invece mi arrivò un’idea. Se non si riesce a far funzionare la propria vita si può per lo meno andare via. Si può cambiare il modo di vivere, disfarsi della routine, vivere rischi veri. Era una questione di dignità.
William Least Heat-Moon, ovvero, William “Luna del calore” nel linguaggio pellirosse. Un uomo che lasciato dalla moglie cambia cognome per onorare le sue origini Sioux e si piazza su un furgone scassato per attraversare l’America, ha tutta la mia stima. Ancor di più se dopo questo viaggio alla ricerca di se stesso sforna un superclassico della letteratura on the road di tutti i tempi: Strade Blu. Tre mesi, attraversando strade secondarie e fermandosi in piccolissime città non toccate dai fast food e dai deliri americani. Questo libro mi è stato prestato per 47 giorni: “dai una chance all’America, se la merita. Male che vada è comunque il libro che fa per te.” Così fu.

In una casetta formato Polly Pocket piazzata in questo vaso mezzo secco, vivono Ugo e la sua mamma. Ugo è l’uccellino che si nutre con i miei costosissimi semi di chia, spacciati per “i semini di Ugo, quelli che se li metti nel terreno lo fanno uscire dalla casetta”, l’uccellino burlone che in questa casetta però non ci sta mai perché sempre in giro a rompere i maroni ai colombi o a fare shopping con la mamma. Insomma, Ugo è l’uccellino con cui parliamo da mesi. Al suo 18° compleanno le dovrò dire “non solo non esiste Babbo Natale, ma non esiste neanche Ugo! Che poi pensaci, un uccellino con quel nome si sarebbe suicidato al massimo dopo 24 ore di vita.” Comunque, la amo: mi fa parlare con uccellini inesistenti, con i suoi 45867694 milioni di “pecché” mi ha dato l’intero sapere di Yahoo Answers, mangia quanto me, ride ride ride. Amore, punto.

Roberta Longo blogger

In farsi dicono “mehmoon habibe khodas”, ovvero, “l’ospite è un dono di Dio”. Pare sia un principio, un dovere, una ferma volontà. Vado a constatare di persona.

17: il numero dei muri presenti nel mondo. 4 innalzati negli ultimi 5 anni. Il mondo è un’enorme Bagdad, sempre pronto a ricordarci che la storia non potrà mai insegnarci nulla fin quando a cadere non saranno i muri nella testa degli uomini.

Il cambiamento, quello che fa respirare, che cambia le priorità, che cambia tutto e tutti intorno a te, è diventato parte integrante della mia vita. Ad oggi, la parte integrante che più preferisco.

Ksamil, Albania: due lettini, un ombrellone, questo mare e un santo silenzio, mi sono costati 3.50 euro. Vorrei preservare questo angolo di mondo scrivendo “non andateci, non vale la pena”: vivere nell’incubo che tutto diventi un immenso Samsara Beach è destabilizzante, soprattutto quando hai la certezza che in quell’angolo di mondo ci tornerai. Vorrei tanto tanto poterlo dire, ma il mio io onesto e sincero mi impone di scrivere “andateci, ne stravale la pena.”

ksamil albania

“L’altalena è il miglior strumento di felicità improvvisata che ho visto da queste parti.” 10 minuti e 3 secondi: prendeteveli.
La vita dei giornalisti di Gaza un anno dopo l’ultima guerra.

Il destino sta mettendo sulla mia strada una serie di fotografi eccezionali, quelli con le scarpe consumate, 3000 kg di tabacco in tasca e l’animo tormentato. Proprio da uno di loro arriva il mio trip del mese, tale Johnny Hooker: brasiliano e chiaramente tormentato.
Pra calar o sexo mais banal
Pra virar poesia
Desse amor marginal
Eu vou
No alla banalità, sì alla poesia.

Il ringraziamento finale va di diritto a chi ha iniziato ad amarmi grazie a questi post, a chi li aspetta ogni mese, a chi mi scrive “è 28… perché non è ancora uscito?!”, a chi aumenta la mia innata ansia da prestazione con frasi del tipo “eh no… luglio non è stato come giugno”, alle proposte di matrimonio miste ad insulti da antologia arrivati da Dusseldorf. Insomma, avete tutti una birra pagata.

p.s. Grazie ad una parola segreta inserita con estrema difficoltà ho vinto una cena senza vino, una palla-pecora e un pezzo di pluriball con cui giocare. Se volete sapere cos’è il pluriball fate come me, andate su Google Immagini. Chi ha deciso di cucinare si prepari, grazie!

p.s. 2 Sia messo agli atti che dopo 12 mesi e una serie di tweet illusori, sono ancora in attesa della dedica speciale promessami da quel bidonista di Mauro Di Maggio. Che delusione Di Maggio, che delusione! Mi toccherà rintracciare e stalkerare Fabrizio Pieraccini, altro pezzo da 90 che merita di essere riesumato.

    • Prima di ringraziarti posso farti i complimenti per la firma a.m? Che classe Marazia, che classe! :) E ora: grazie, ma proprio tanto! Mi hai riassunto in 3 parole, un’impresa davvero tanto tanto ardua. I dreamers comanderanno il mondo, ne sono certa ;) Ti metto un cuore anche qui, te lo meriti ❤

  1. E come ogni mese li leggo e mi sembra di averti qua di fianco a me che me li dici guardandomi in faccia davanti ad un mojito.
    Sei fantastica lo sai vero?

  2. Ma dimmi la verità, ci pensi tutto il mese a cosa scrivere?!
    Perché ho la sensazione di seguire più il filo dei tuoi pensieri ad cazzum rispetto al nesso di qualsiasi altro blog post???
    Forse ho la mente ad cazzum.
    Oddio, che rivelazione!

    • ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIOOONEEEE :D Lo dico da mesi: chi legge questi post ha sicuramente una mente ad cazzum superiore, il che è uno dei più grandi complimenti che possa fare! Ci penso tutto il mese, ma puntualmente appena inizio a buttar giù qualcosa prendo la tangente e scrivo altro… la follia è sempre dietro l’angolo chiaramente. Comunque te lo dico, neanche mia madre a volte segue il filo… hai il dono Stefi :D

  3. Sposami principessa, porto in dote 3 galline e un maiale e poi vi porto tutti e 4 a vivere in germania. A natale ti porto in qualche paese caduto a pezzi e in estate in albania così non rompi il cazzo, questo è amore. principessa chi lo sa se un giorno ti incontrerò, ma nel frattempo continuo con il bastone e la carota, funziona sempre

    • “Prendi una donna e trattala male”, promettile anche un maiale e vedrai che cadrà ai tuoi piedi: sposiamoci! Non sono pronta al freddo tedesco, quindi prendi la sacra famiglia animale e tornatene in Puglia, saremo anche più vicini alla nostra villa in Albania. Caro Giuseppe, ti aspetto (non fosse altro per ricambiare dal vivo tutte queste dolci parole…). I miei post sono ormai in simbiosi con i tuoi commenti, ti aspetto a settembre ;)

    • Quando mi scrivete che ridete da sole davanti al pc mi sciolgo, senza se e senza ma. Scriverli è uno spasso, spero che arrivi almeno lo 0,0001% del mio divertimento :) Facciamo che se arrivo a 50 pensieri ad cazzum ci penso a questa raccolta, va… Grazie grazie grazie Lucia, un bacione!

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