Pici al rogo. Ecco riassunta in tre parole la prima immagine legata a Volterra. Le tovaglie a quadri, i calici di Chianti, la c aspirata tra un piatto e l’altro: basterebbe questo.

Si attraversa la campagna Toscana, lasciando scorrere vigneti, balle di fieno e prati a perdita d’occhio; Volterra è sospesa su un colle a metà tra cielo e terra, affacciata sulle famose balze e circondata da una cinta muraria in pietra locale.
La città delle streghe, la città dell’alabastro. Mito e folklore che si intrecciano a storia e tradizioni. Volterra è occhi, pancia e spirito.

Volterra in un giorno, per una fuga d’amore o in solitaria che parte da un tramonto e finisce degustando vini: ecco cosa vedere e qualche indirizzo da segnare.

Dal tramonto tra i vicoli ai pici al rogo

Quando il sole si abbassa e i colori diventano più intensi, le città si mostrano sotto la loro luce migliore. Voglio partire dalle mura duecentesche che racchiudono quasi completamente la città, dalle porte d’ingresso, dai vicoli in pietra. Tra tutte ho adorato l’etrusca Porta all’Arco, principale accesso dal lato sud: fianchi a blocchi rettangolari, archi in tufo e teste decorative. Di qui è un perdersi tra piazze, torri e palazzi rinascimentali; si passa dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, dall’incantevole Battistero di San Giovanni, dalla Fortezza Medicea e dai resti dell’antico teatro romano. Volterra custodisce una delle piazze, a mio parere, più belle d’Italia: Piazza dei Priori. Fermarsi all’ombra del Palazzo dei Priori o della Torre del Porcellino, magari improvvisando un aperitivo con un panino con la finocchiona, è quasi un obbligo morale.

Ora di cena. Ora di pici al rogo e cinghiale alla volterrana. L’osteria, i sapori del territorio, l’ospitalità toscana: racchiuso in un nome, La Vecchia Lira. I pici si amalgano perfettamente alla Mortadella di Prato (Presidio Slow Food della macelleria Conti di Prato), appena piccanti e felicemente abbondanti. Il cinghiale alla volterrana è una scelta inevitabile se si è qui. Finito il vino si riesce solo a pensare “io qui ci ritorno”.
Indirizzo: Via Matteotti 19

Dalla piscina a sfioro sulle colline toscane all’alabastro

Herbert Lawrence a Volterra sentiva di “cavalcare sopra l’orizzonte del mondo”. La campagna che si solleva al cielo, il verde che incontra l’azzurro, l’aria pura e il silenzio della natura. Godersi Volterra in un giorno non può prescindere da una piscina a sfioro affacciata su questo acquerello: e qui un altro nome da segnare, Park Hotel le Fonti. Svegliarsi, fare colazione e trascorrere svariate ore in una piscina totalmente immersa nel verde e circondata dalle colline toscane, non ha davvero prezzo. Certo è che, chi ha davvero colto il senso della vita, passerà dalla piscina alla Spa, dall’acqua ai massaggi, perché in questo piccolo angolo di Paradiso tutto è possibile.

Ne restano poche, ma vale davvero la pena scandagliare la città alla ricerca delle antiche botteghe artigiane degli alabastrai. Mondi candidi di polvere che raccontano una tradizione secolare: il banco da lavoro sotto la finestra per utilizzare al massimo la luce del giorno, decine di strumenti, modelli in gesso, manufatti finiti. E poi lui, l’alabastraio, così descritto agli inizi del ‘900 “Anarchico e antifascista, libero pensatore e burlone, insofferente ai legami e alle istituzioni, spesso troppo pigro per consentire alla famiglia di tirare avanti con tranquillità”. Un ritratto che me ne ha fatto innamorare, facendomi saltare da una bottega all’altra.

Dalle Balze di Volterra alla degustazione

Volterra in un giorno e l’incipit di un trekking lungo l’antica Via del Sale, quella percorsa nel Medioevo da carri carichi di sale diretti al porto fluviale di Empoli. Questo bellissimo percorso, che arriva fino a San Gimignano, regala quegli scorci di Toscana da cartolina fatta di natura incontaminata e paesaggi agrari, un lento saliscendi tra le colline in totale simbiosi con il paesaggio. Il cammino è l’occasione per passare dalle famose Balze di Volterra, impressionanti voragini originate da un naturale fenomeno di erosione responsabili, in passato, di aver inghiottito intere necropoli etrusche. Uno scenario tanto spettacolare quanto inquietante, assolutamente da non perdere.

Camminando in direzione delle Balze, a circa 300 metri da Porta San Francesco, si arriva a La Cantina di Fabio, meta di un’indimenticabile pausa pranzo: qui si degusta, punto. Si degusta dell’ottimo vino, si degusta olio, si degusta pecorino del territorio volterrano, si degustano salumi tipici toscani. Ci si innamora ad ogni sorso, ad ogni morso e ad ogni parola di Fabio e sua moglie Milena. Volterra in un giorno è anche shopping e qui, credetemi, val la pena uscire con qualche litro di olio e vino sfuso.
Indirizzo: Borgo Santo Stefano 113

Volterra in un giorno è questo ma, in tutta sincerità, un giorno è davvero troppo poco per respirare ed assorbire quella surreale tranquillità che questa piccola città dall’alto di una collina riesce a donare. Il consiglio è solo uno: camminate, fermatevi, ripercorrete i vicoli due, tre, quattro volte, assaggiate, degustate, bevete, insomma, ripartite solo quando sentirete di averla fatta davvero vostra.

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