C’è il racconto di una terra autentica e appartata.
C’è chi coltiva, chi alleva.
Il ricordo di ritmi trascinanti e melodie struggenti.
Ninna nanne e serenate.
Tarantella del Gargano.
C’è il suono acuto della chitarra battente, il battere squillante delle castagnole.
L’allegro sonagli del tamburello e il colpo cupo del tamburo.
Braccia in continuo movimento, saltelli. Tre passi scacciati.
L’uomo che corteggia, la donna che seduce.

Carpino, terra di cantori

Quel “Gargano segreto” di pochi e per pochi, dal tempo lento, a volte immobile. Pietra, mandorli, ulivi e torrenti. Un paesaggio selvaggio, che accompagna con tenacia e devozione nel cuore di un paese fedele alla sua storia, alle sue tradizioni. Una storia custodita e tramandata dai vecchi guardiani della tradizione carpinese: Andrea Sacco, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, i “Cantori di Carpino” che hanno preservato la Tarantella del Gargano e che, eseguendola, rielaborandola e tramandandola, hanno fatto sì che fosse conosciuta ben al di là dei confini originari.
Scomparsi Sacco e Maccarone, per lungo tempo è stato Antonio Piccininno (morto il 9 dicembre 2016 a 100 anni) il riconosciuto guardiano della tradizione, colui che oltre a custodirla e trasmetterla cantando, si è anche accollato il difficile compito di mettere nero su bianco questo prezioso carico di sapere orale prima che fosse troppo tardi.

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Scrivo questo post a poche ore dall’inizio del Carpino Folk Festival, nato come omaggio ai Cantori e alla musica tradizionale di questo territorio, mosso dall’intento di consegnare alle giovani generazioni l’eredità di una tradizione unica, viva e di inestimabile valore. Un Festival votato alla musica, alla danza, al teatro di matrice popolare, all’arte, in tutte le sue variegate forme; un Festival strettamente radicato al territorio, il Gargano, inteso nella sua accezione più intima di “territorio da scoprire”, quella Puglia fedele a se stessa, lontana da quelle logiche di omologazione e sfruttamento che sembra colpire inesorabilmente l’anima dei luoghi visceralmente belli. Un Festival che dalla sua prima edizione si chiude con l’esibizione dei Cantori.

Scrivo questo post a poche ore dalla mia partenza alla volta di Carpino. Come anticipato, il Carpino Folk Festival sarà la terza tappa di WeShowPuglia. Una tappa sentita, nata per raccontare uno dei più importanti eventi dell’estate pugliese, nonché una terra di estrema bellezza.

Carpino Folk Festival 2017

“Memorie dal sottosuolo” è il tema del Carpino Folk Festival 2017, in programma dal 5 al 10 agosto.
Il rimando al romanzo di Fëdor Dostoevskij, allude al suggestivo sprofondare nella coscienza per trovare, nel buio della propria tana, il desiderio di una tradizione che si rinnova reinventando il proprio mondo.
La tradizione che si rinnova. Dopo la scomparsa di Antonio Piccininno, l’ultimo dei Cantori di Carpino, la XXII edizione del Festival traccerà un’inevitabile linea di confine tra passato e futuro: un passato che ha preservato, un presenta che reinventa, un futuro che si appresta ad affrontare il grande passaggio da “rito sociale” a “spettacolo globale”, senza mai, mai, perdere di vista storia e radici. Per il Carpino Folk Festival è giunto il momento di riaprirsi al mondo e puntare, da protagonista, ad una maggiore spettacolarizzazione della cultura del territorio.

Carpino Folk Festival 2017: i protagonisti

Tra i protagonisti della XXII edizione ci saranno l’artista ivoriano Alpha Blondy con i The solar system, formazione leggendaria del reggae africano; il chitarrista di etnia tuareg Bombino, che incanterà con il suo suono del deserto; il tanto atteso Vinicio Capossela, interprete per l’occasione di un progetto speciale intitolato “Combat folk”.

Sul palco anche il duo composto da Canio Loguercio & Alessandro D’alessandro (recenti vincitori della Targa Tengo per il miglior album in dialetto), il giovane cantautore Maldestro e alcuni gruppi regionali.

A chiudere, come da tradizione, i Cantori di Carpino. Oggi i Cantori di Carpino sono composti da Nicola Gentile (tammorra e voce), Rocco Di Lorenzo (chitarra battente e voce), Gennaro Di Lella (chitarra acustica), Rosa Menonna (castagnole) e Antonio Rignanese (chitarra battente), individualità musicali d’eccezione di Carpino sui quali si concentrano le attenzioni di chi vuole continuare a trovare in loro e nella tarantella del Gargano una proficua fonte di ispirazione e di contaminazione fra musica colta e popolare.

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Alla scoperta del Gargano con il Carpino Folk Festival

Arte e territorio, connubio vincente. Il Carpino Folk Festival vuole portare all’attenzione dei visitatori luoghi e storie di un Gargano altro, autentico e misterioso per i legami che ancora, in queste zone, gli uomini hanno con il paesaggio e ciò che lo compone. Luoghi non intesi come spazi passivi o semplici contenitori, ma protagonisti, attraverso una narrazione realizzata dagli artisti: sarà il racconto di un Gargano rupestre, scolpito nella roccia.

Ogni giorno, all’imbrunire, il pubblico scoprirà un luogo diverso di questa parte di Puglia, attraverso la mobilità lenta delle Ferrovie del Gargano (Cantar Viaggiando) e un percorso guidato con camminamenti nella natura (Paesaggi sonori): una sorta di preparazione alla visione dell’evento serale, una rappresentazione artistica ideata o rielaborata coerentemente con “Lo spirito dei luoghi” in un incontro tra musica, danza, filosofia e natura.

Cantar Viaggiando sui treni locali

Con Cantar Viaggiando, a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano sulla tratta Foggia – Peschici Calenella, i passeggeri saranno accolti con prodotti tipici locali, musica tradizionale e narrazioni di storie e leggende: il treno da mezzo di trasporto diventerà palcoscenico, grazie alle esibizioni di artisti e storytellers. Sull’esempio dei pionieristici happening nomadici che negli anni 70 si svolgevano negli USA, ogni tappa di Cantar Viaggiando è una festa di performance, visual e prodotti tipici.

Nel Gargano segreto con Paesaggi sonori

Con Paesaggi sonori – Camminamenti rupestri, invece, i visitatori potranno conoscere quei luoghi in cui i nostri antenati creavano spazi nella roccia per vivere, praticare culti e lavorare, nuclei sotterranei inglobati nei centri storici medievali che dalle colline dello sperone scendono verso il mare, protetti dalle “macere”, le case grotte che per millenni hanno dato rifugio alle popolazioni garganiche.

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Il Carpino Folk Festival è questo, ma anche laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie e cinema, con un programma ricco di esibizioni dal vivo, originali e piene di energia. Per l’intero programma e il dettaglio di ogni singola giornata vi rimando al sito della manifestazione.

Da domani, per calarvi totalmente in quest’aria fatta di sonetti e chitarre, seguiteci live con #WeShowPuglia sui nostri account personali, sui profili IG @weareinpuglia @pugliaevents e sulle pagine Facebook WeAreInPuglia e PugliaEvents.

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