D u e

In silenzio, davanti al mare, con un bagaglio.
Avevo circa 20 anni quando decisi di stampare questa foto con una HP ereditata dalla preistoria e di farne un segnalibro scomodo, leggero come una velina, sgretolabile come un Pan di Stelle in una tazza di tè bollente. Sul retro tre parole: urlare senza rumore. Non sono mai stata brava con i titoli, questo post, d’altronde, ne è la lampante dimostrazione, ma questo scatto di Berengo Gardin è così, urla senza rumore. Il destino me l’ha riconsegnato a pagina 109 di Paraìso Travel, tra un “lei” e un “se” di Jorge Franco. Ora è a pagina 25 de “Il ritorno”. Due, immobili in un silenzio urlante, davanti al mare, con un bagaglio. In attesa di qualcosa, come tutti.

C o n t r a b b a n d o

Nelle nostre società “deve essere possibile una realtà aperta a più comunità, non esclusiva, nella quale si riconosceranno soprattutto i figli di immigrati, i figli di famiglie miste, le persone di formazione più pluralista e cosmopolita […] In simili società è molto importante che qualcuno si dedichi all’esplorazione e al superamento dei confini, attività che magari in situazioni di conflitto somiglierà al contrabbando, ma è decisiva per ammorbidire le rigidità, relativizzare le frontiere, favorire l’integrazione”. Voglio esplorare, superare e dedicarmi al contrabbando. Grazie Alexander Langer. Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica è la lettura che ogni essere pensante e presente su questa strana terra dovrebbe regalarsi.

S e i   m e s i

Di sveglie illegali e colazioni lente. Di treni distensivi, treni in ritardo, treni cancellati, treni in orario, treni affollati, treni deserti, treni ibernati, treni surriscaldati, treni silenziosi, treni raccolti. Di città che arrivano e si allontanano, di ulivi, muretti a secco e balle di fieno che arrivano e si allontanano. Di sole, pioggia, tramonti striati, tramonti infuocati, tramonti tenui, giornate che si allungano, giornate che si accorciano. Di libri, Turchia, Iran, Libia. Di Spotify e giga prosciugati. Di primavera, estate e autunno. Di bresaola e salmone, salmone e bresaola. Di routine a giorni alterni, di weekend a settimane alterne. Sei mesi nuovi, diversi. Felicemente bipolari.

S o s p e n s i o n e

Dall’obbligo. Dalle parole. Dalle spunte. Dal contorno. Dal rumore. Tra l’assoluta imperfezione dei pensieri e l’assoluta imperfezione della vita. Semplicemente in sospensione.

E v e r y t h i n g 

“You said love was a question, the answer was everything”

Quello che si strugge nella distanza, quello che non ti aspetti, quello che ti riporta in vita, che cambia la vita. L’amore urlato, bisbigliato, romantico, delicato, tormentato, idealizzato, impulsivo, riflessivo. Quello che cresce, cambia, si rafforza. Che finisce. Che nasce. Quello che chiede solo un punto, per ricominciare.  Complicato? Totalizzante? Appassionato? Tormentato? Ardente? “La risposta era tutto.”

R i s p o s t e

Lento, da pagina 1 a pagina 210. Poi, all’improvviso, spalanca la bocca e ti divora. L’ho trascinato per mesi per finirlo in 4 ore di treno. La bastarda di Istanbul non risponde a nessuna domanda, ma più volte ne pone una, sempre la stessa: sapere o ignorare? Ricordare o dimenticare? Andiamo tutti avanti, più o meno bene, più o meno arrancando, più o meno con coscienza, ma quanto ciò che è stato può e deve interferire con quel che siamo? La risposta è un grandioso, liberatorio, sincero e sentito BU.

A t e n e

9 luglio, luna piena. Finiva così ma iniziava al mercato delle pulci di Monastiraki, quel luogo in cui tutto ha una seconda chance. E uno su mille ce la fa, finisce in nuove mani per una nuova vita. 36 gradi. Souvlaki sulla griglia. Al tramonto è Anafiotika, bianca e in fiore come la più bella delle isole greche. Una scala, un gradino, una sedia colorata e un ouzo. Davanti i colori del tramonto, dietro l’Acropoli. Il cielo si fa scuro, luna piena, stelle: quando ad Atene tutto è assolutamente perfetto. Non so perché, ma ripensando agli ultimi mesi è la prima immagine che mi viene in mente: 30 secondi senza pensare a niente e a nessuno, se non a quanto riesce a saziare la bellezza.

atene

D n a

Forse, davvero, dovremmo tutti regalarci un test del Dna. Ad oggi, il viaggio più emozionante che potessi sperare di fare. Grecia, Balcani, Turchia, Pakistan, Afghanistan. Iran. Un risultato che rimescola la carte. Oggi sono come ieri, non è cambiato nulla, ma c’è qualcosa di diverso. Qualcosa che sa di consapevolezza, di scoperta, di nuovo. In me.

P e r c e z i o n i

Bastava fermarsi un attimo, con coscienza. E bastava solo concentrarmi su questo e prendere fiato. Incredibile. Ciò che gran parte delle volte mi fa mancare l’aria, ciò che gran parte delle volte me la fa tornare.

on the road in puglia

L’ i m p e r f e t t o   p e r f e t t o

Non riesco a trovare la quadratura del cerchio. Quella sensazione di compiuto, realizzato, finito. Non c’è nulla di perfetto, nulla di lineare. Il cerchio si chiude, il quadrato è regolare. Ma non riesco ad essere cerchio e neanche quadrato: non mi chiudo e non sono regolare, figuriamoci se riesco a far quadrare un cerchio. Continuo, allora, a navigare nell’imperfezione, nella continua ricerca di qualcosa, nell’arrivare e ripartire, nel trovare e perdere, nel fare, fare, fare, volere, volere, volere. No, il cerchio non si chiude, il quadrato, forse, non sarà mai regolare. È qui che capisco quanto sia perfetta l’imperfezione per quelli come me.

S a g g e z z a   o   r i n c o g l i o n i m e n t o ?

Divisa tra un’illusoria saggezza e un concreto rincoglionimento. O forse, tra una grande saggezza e un piccolo rincoglionimento. O forse, tra una finta saggezza e un vero rincoglionimento. O forse, tra una studiata saggezza e un casuale rincoglionimento. O forse, tra una celata saggezza e uno spudorato rincoglionimento. O forse, saggia nei giorni pari e rincoglionita in quelli dispari? Domande che mi pongo sempre, da sempre e che per sempre mi porrò.

T h e r e   i s   a   l i g h t   t h a t   n e v e r   g o e s   o u t 

“Musica fatta a musica”. Niente più.

  1. A volte tornano, come sono tornata io sui tuoi Pensieriadcazzum.
    Si va, si corre, non ci sono fermate, respiri profondi. Ma per fortuna poi Marika condivide il tuo post e torno sui questi pensieri ed è un vero tuffo in apne, una lettura d’un fiato. I migliori Pensieriadcazzum! Ciao Rob

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