Santorini.
C’è un parte di isola che non si affaccia sulla caldera.

A sfioro ha solo la bougainvillea e al tramonto non cerca balconi affollati ma solo panchine all’ombra. Quella parte di isola non aspetta il tramonto per poi dargli le spalle in cerca di uno scatto visto all’incirca un trilione di volte, non lo accoglie con lunghi vestiti sciantosi e non applaude quando il sole si tuffa in mare. Quella parte di isola ha taverne, non lounge bar. Ha muli, non quad.

Quella parte di isola è Santorini, quella bella, bella davvero. Pyrgos, Emborio, Megalochori e Thirasia, l’isola nell’isola.

Qui la pietra è bianca, ma non luccica. I sapori non si rincorrono tra menu turistici e contaminazioni fusion. Il silenzio è un valore aggiunto e non un nemico da combattere. A costeggiare la strada che lega quel sud così timido e autentico, un’immensa distesa di vite coltivata a cime basse, quella del bianco secco e fruttato. Il bianco che accompagna i meze dell’aperitivo e i sapori intensi delle cene di mare.

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Santorini alternativa: l’itinerario

Thirasia – Karterados – Pyrgos – Emborio – Megalochori, le tappe del mio viaggio a Santorini. A queste si aggiunge una prima notte di appoggio a Perissa e una discesa tra le piscine a sfioro di Oia per raggiungere il porticciolo di Amoudi, direzione Thirasia.

Perissa è la prima svista in fase di prenotazione. Di certo, non può essere l’appoggio di una notte per chi arriva a Santorini in tarda serata; dista dall’aeroporto circa 30 minuti, coperti in taxi da una tariffa fissa di 35 euro. Il consiglio, se optate per un volo in arrivo dalle 22 in poi, è quello di dormire a Karterados, piccolo paese a meno di 10 minuti dall’aeroporto di Santorini.

Dove dormire a Santorini

Pyrgos, Emborio, Megalochori. Di una bellezza sincera, attenta solo a se stessa. Partirei da qui e qui mi fermerei. Vicoli sileziosi, vinerie nascoste, cascate di bougainvillea, porte consumate e panchine all’ombra. Pyrgos è la salita verso il castello, Emborio un calice di vino da To Kafenedaki tou Emboriou, Megalochori i sandali realizzati a mano in una piccola bottega fuori dal tempo.

È qui a Santorini – che un po’ per caso, un po’ per necessità – ho utilizzato Holidu per una delle mie prenotazioni, un motore di ricerca per case vacanza che permette un rapido confronto prezzi tra i vari siti di prenotazione. Consigliato per l’immediatezza e la semplicità di utilizzo, è uno strumento indispensabile per i viaggiatori last second.

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Thirasia, l’isola nell’isola

“Thirasia. Just you and Good.” mi aveva detto una ragazza di Perissa. Così è.

Un’isola di pochi: 200 abitanti, forse meno, all’ombra di case dalle porte socchiuse, consumate dal meltemi e dalla salsedine. Un’isola per pochi. La raggiungo in meno di 10 minuti di navigazione dal porticciolo di Amoudi (ticket 1 euro), lasciandomi alle spalle il vociare confuso di Oia. Al mio fianco lei. 80, 90 anni? Ai suoi piedi una cassetta di pesche e una busta con delle stoffe. Torna a casa, e io con lei.

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Arrivati nel piccolo porticciolo di Riva, mi imbatto in un mini-bus, lì, in attesa di accompagnare chiunque ne abbia bisogno verso il paese. Non c’è da un biglietto da acquistare o una ticket da obliterare, è gratuito. “La domenica è il mio giorno di riposo, ma tranquilli, un passaggio per scendere al porto lo troverete.” Così è. Il nostro passaggio della domenica di chiama Nikolas.

Per la folla della Santorini mordi e fuggi, Thirasia è l’escursione in giornata, una delle tappe dei tanti tour in barca proposti. Un gelato, un po’ di sole, un polpo alla brace in una delle due, tre osterie di mare nel porticciolo di Korfos e via, via per nuovi lidi e verso nuovo orizzonti. Per fortuna, penso. Vanno e vengono, senza quasi lasciar traccia. Il meltemi sembra quasi allontanare da Therasia chi non riesce a coglierne l’anima, quell’essenza pura e selvaggia.

È al tramonto che conosco alcuni dei suoi abitanti, quando il sole cala. Sedie in paglia fuori dagli usci, piedi scalzi e palloni leggeri. Il cielo si tinge di rosa, arancio, rosso, sempre di più, fino a togliere il fiato. E poi arrivano le stelle. Qui tutto trova un senso, davvero.

Dove dormire nell’isola di Thirasia

A Thirasia si dorme da Jimmy (Zacharo Rooms). La sua è l’unica struttura dell’isola. Semplice, senza inutili fronzoli. Nelle camere c’è tutto quel serve, tutto quel che basta. Lo spettacolo è fuori, e si affaccia sul blu. È questo il luogo della colazione, delle chiacchierate con Jimmy, della riflessione, del tramonto silenzioso, della notte più bella.

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A Thirasia ci sono le foglie di cappero in insalata e il saganaki stellare del Panorama Resto; c’è il market salvavita, un panificio e il ristorante di Nikolas, l’amico di Jimmy, al porticciolo di Riva. A Thirasia c’è tutto.

Perché un altro viaggio in Grecia

È così che ogni anno, da tre anni, mi regalo un pezzetto di Grecia. La Grecia ha il candore, ha la bougainvillea e ha il saganaki. La mattina amo svegliarmi con un caffè greco bollente, la sera riflettere sotto le stelle con un bicchiere di ouzo tra le mani. Nel mentre, scopro sempre qualcosa di nuovo; un vento, una pianta, un sapore. Viaggio per vedere, odorare, assaggiare, e la Grecia ha sempre qualcosa per me.

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