bit_2013

Sono passati 5 anni, 5 anni dalla mia prima Bit. Cinque anni fa frequentavo a Milano un corso di giornalismo, avevo quasi finito il praticantato e avevo un unico obiettivo, anzi due, scrivere e viaggiare. L’idea era di trasferirmi a Milano in pianta stabile: una città che riesce a darti esattamente quello che cerchi; niente mare, poco sole ma tanti eventi. In quel periodo ricordo di essermi letteralmente drogata di mostre, concerti e fiere. Il 24 febbraio dovevo tornare a Bari, il 23 visitavo la Bit per la prima volta; seguivo la manifestazione da tempo ma non ero mai riuscita a partecipare. Ricordo tutto della mia prima Bit: la marea umana all’uscita della metro, l’interminabile fila per il biglietto, le braccia distrutte da kg e kg di cataloghi e guide. Dal 2008 ho partecipato a tutte le edizioni della Bit, senza mai perdermene una. E in questi lunghi 5 anni di cose ne sono cambiate.

Partiamo dalla marea umana che oggi è solo un lontano ricordo; padiglioni mezzi vacanti e nessuna confusione, e parlo di quella sana confusione che dà la sensazione che qualcosa nel mondo si stia muovendo. Nel comunicato stampa di chiusura leggo di 84.000 presenze, di una sostanziale tenuta degli operatori professionali e del calo del pubblico dei viaggiatori (30.400). Colpa della crisi, colpa di un’impostazione un po’ superata dell’esposizione? Chissà. Certo è che il pubblico continua a diminuire.

Anche quest’anno il giro tra gli stand italiani non mi ha dato molte soddisfazioni: tante hostess ma pochi referenti disponibili a un confronto che vada oltre il semplice scambio di bigliettini da visita, pochi disposti a parlare di promozione turistica con i blogger (ma quando dico di essere giornalista le cose cambiano), di social e di nuovi format.

E pensare che proprio quest’anno ho partecipato ad un workshop dal titolo “E’ proprio vero che i social network sono indispensabili per promuovere una destinazione turistica?”. La risposta? Sì. I social, nell’ambito di un piano integrato e ben organizzato di comunicazione online e offline, possono dare nuova luce alla promozione turistica. Si è parlato di emozioni, di esperienze, di conversazioni spontanee e di storie autentiche. Si sono analizzate case history nostrane e internazionali e si è parlato di nuovi progetti e nuovi protagonisti. Dopo un giro tra gli stand, la domanda è: quanti l’hanno capito, o meglio, quanti vogliono sperimentare buttandosi a capofitto in queste nuove (ma neanche più di tanto) forme di comunicazione?

E a questo punto non posso che complimentarmi con chi sta lavorando a qualcosa di innovativo e ha deciso di investire nell’online. Complimenti alla Basilicata, all’Umbria, al Trentino, alle Marche e, dulcis in fundo, alla Puglia sulla quale vorrei soffermarmi un attimo. Non credevo fosse possibile, ma devo ammettere di essere stata piacevolmente sorpresa. Le cose in Puglia sono cambiate, la Puglia è cambiata, e questo si percepisce subito. Un aria di cambiamento che ha travolto l’intera regione e si sta ripercuotendo sui settori trainanti dell’economia pugliese, a partire dal comparto turistico. Bravissimi i ragazzi di PugliaEvents, le persone giuste al momento giusto. Bene il nuovo spirito social di Viaggiare in Puglia, le iniziative di Pugliapromozione (al momento vincenti), e soprattutto, l’impegno dei protagonisti della nostra ricettività: albergatori, ristoratori, piccoli tour operator locali. Durante la trasferta milanese ne ho conosciuti tanti, ho parlato con gente innamorata della propria terra, disponibile e molto aperta, ed è proprio da loro che bisogna ripartire.

“In Bit la Puglia ha spopolato”, ho sentito e letto spesso questa frase. Tanti workshop, tanto materiale (utile), tante attività, le solite ottime degustazioni e l’area social con wi-fi e prese per la ricarica dei telefoni. Nei prossimi giorni avrò modo di parlarvi delle iniziative presentate in Bit, in particolar modo una che, sono sicura, vi piacerà davvero tanto.

Orecchiette Puglia

Arriviamo al padiglione Europa-Mondo. Molti assenti, ma anche molte piacevoli scoperte. Promosse (per la qualità delle informazioni date e la disponibilità dei referenti) Giordania, Israele (i miei sogni nel cassetto per questo 2013, chissà che non sia l’anno buono) e Polonia.

Bene, anzi benissimo, gli eventi formativi organizzati in collaborazione con Business International. Ne ho seguiti solo due, ma ho apprezzato il forte interesse alle tematiche del marketing digitale, online e social. Per i prossimi anni propongo qualcosa di più tecnico anche per blogger, giornalisti e social media manager.

Insomma, le cose in questi ultimi 5 anni sono profondamente cambiate, e non solo in Bit. Cinque anni fa volevo trasferirmi a Milano in pianta stabile, ora bisognerebbe trascinarmi via dalla Puglia con la forza. Qui ho finalmente quello che cerco: mostre, concerti, manifestazioni come il Bif&st e il Locus Festival. E in più ho il sole, il mare e le orecchiette. In cinque anni le cose sono cambiate anche in Puglia, e la Bit, me ne ha dato maggiore consapevolezza. Si lavora per un nuovo tipo turismo, e i risultati si vedono.

Arrivederci alla Bit 2014!

p.s. dimenticavo delle piccole “osservazioni di servizio”
1. Quattro euro a capo al guardaroba è davvero, davvero eccessivo, considerato che gran parte dei visitatori arriva in Fiera direttamente dall’aeroporto o dalla stazione con valigia e giacca. Ho assistito a una scena a dir poco allucinante: a un ragazzo sono stati chiesti 8 euro per uno di quei piumini con pile interno estraibile … follia.
2. Altrettanto esagerati i prezzi di panini e cibarie varie: ho pagato 7 euro un panino mezzo vuoto grande quanto metà della mia mano.
3. Per raggiungere la sala stampa bisogna intraprendere un viaggio … non è lontana, di più. Avvicinatela o mettete a disposizione delle biciclette.
4. Gira ancora troppa carta.
5. Quando un blogger ha il telefono scarico è praticamente un blogger morto. Sarebbe utile predisporre una sorta di area social con tante tante prese …

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