Anche solo per la bouganville.
Anche solo per i tagliolini alla siracusana.
Anche solo per godermi quello stato di sospensione tra l’aria fredda e la terra calda dell’Etna.
Anche solo per questo, un viaggio in Sicilia vale sempre la pena.

Un viaggio iniziato con una guida scritta a mano, su carta di riso. Lascito di un’amica votata all’acquerello e alle stilografiche. Un tour della Sicilia in auto iniziato con un’assicurazione di viaggio, perché dopo 34 anni di vita e circa 200 viaggi animati da aerei cancellati, bagagli smarriti e punture di qualsivoglia tipo di insetto, ho capito che sì, è possibile scegliere l’assicurazione viaggio per ogni esigenza e vivere la brezza dell’imprevisto, ma con una sana dose di serafica tranquillità. Ho imparato a viaggiare con uno zaino da 40 litri, un solo paio di scarpe, una Moleskine, una matita non appuntita e un’assicurazione viaggio. Niente più, niente meno, questo è tutto quello che mi serve.

Ma torniamo alla Sicilia, o meglio, alla Sicilia Orientale. Un viaggio, come da tradizione, senza alcun tipo di organizzazione. Quel viaggio che “auto, 20 minuti di traghetto e siamo già lì”. Hotel prenotati di giorno in giorno, un itinerario definito di ora in ora, in base all’umore e alle voglie di turno. È mia abitudine tediarvi di parole, parole su parole, ma questa volta voglio lasciarvi soltanto dei post-it, i miei appunti presi in auto o con un arancino tra le mani, appena sveglia o poco prima di andare a letto.

Tour Sicilia Orientale in auto

Catania

La città dell’arrusti e mangia, dei mercati e di Sant’Agata. La carne di cavallo regna sovrana, in un vortice di fumo che ricorda un po’ Jemaa el Fna, un po’ la tre giorni di San Nicola a Bari.

Indirizzi consigliati

Achille: per la fettina e le polpette di carne di cavallo, pezzo forte dello street food locale.
Via Plebiscito, 730

Paticceria Savia: per il “miglior arancino di Catania”.
Via Etnea, 302/304

Paesi etnei

Quei paesi in cui dopo la scalata dell’Etna, la Muntagna nera su cui l’uomo non avrà mai il sopravvento, trovi ristoro nel buon cibo e nel buon vino.
Nicolosi è la patria della pizzola, una sorta di pizza senza lievito farcita; sempre pizza, ma questa volta fritta, a Zafferana Etnea, da mangiarsi rigorosamente sulle scale della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza.

Indirizzo consigliato a Nicolosi

Osteria Garibaldi: per la sublime pizzola. Incantevole il dehor illuminato dalle luci di decine di lanterne colorate.
Via Garibaldi, 30

Da portare a casa

Il miele di Zafferana Etnea.

Sicilia-Orientale-Etna

Castiglione di Sicilia

Quel posto in grado di placare anche l’animo più irrequieto. Uno dei borghi più belli d’Italia, incastonato tra l’Alcantara e l’Etna. Il caffè nel deserto della controra d’agosto è un omaggio alla vita del Sud.

Gole dell’Alcantara

No alle Gole dell’Alcantara il 15 agosto. Per i solitari tendenti al sociopatico – ma anche no – il 15 agosto è quel giorno in cui Lucifero scaglia sulla Terra i suoi adepti. Tra questi, quelli che, muniti di ombrelloni, seggioline, borse frigo, arancini e teglie di pasta alla siciliana, vanno ad occupare in massa, urlando e dimenandosi, ogni singolo millimetro delle Gole dell’Alcantara. Brutto spettacolo, occasione persa di omaggiare con intelligenza cotanta bellezza.

Bronte

Una deviazione necessaria, quella che porta dritto nel retrobottega di un laboratorio artigianale tra le braccia di un arancino al pistacchio di Bronte. Ma prima qualche assaggino offerto dai gentili proprietari: un cucchiaino di gelato al pistacchio, una manciata di pistacchi al naturale, un biscotto mandorle e pistacchio e che fai, un bicchierino di granita al pistacchio non lo vuoi assaggiare mentre l’arancino sfrigola nell’olio? Quando hai capito che il pistacchio di Bronte è un qualcosa di superiore, di umanamente non replicabile, di assoluto, beh, in quel momento, arriva lui. Dorato, fumante, indescrivibile come solo un arancino al pistacchio di Bronte mangiato alle 16 di un sabato d’agosto può essere. Vale un viaggio, credetemi.

Indirizzo consigliato

L’angolo dei sapori: il Paradiso del pistacchio travestito da “laboratorio di gelateria, pasticceria, tavola calda, prodotti tipici al pistacchio”.
Via Duca degli Abruzzi, 13

Siracusa

Quanto è bella Siracusa. E Ortigia? Semplicemente poesia. Di un bianco che acceca, di un “tanto” che merita di essere visto, vissuto, solcato centimetro per centimetro, almeno una volta nella vita. Siracusa è ostriche e cartocci nel mercato centrale, è seltz limone e sale dei chioschetti, la bevanda dell’estate e ormai per me della vita, è vicoli illuminati, botteghe in cui perdersi tra colori e profumi.

Indirizzo consigliato

Spizzuliamu: per i tagliolini alla siracusana.
Via Consiglio Reginale, 33

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Marzamemi

Marzamemi è Marzamemi. Un piccolo borgo affacciato sul mare che brilla di luce propria, che vive per sé, che lontano dalla piazza centrale cerca di non farsi trascinare in quel mondo moderno fatto di sedie azzurre e happy hour. Solo l’idea di quello che questo piccolo borgo può donare all’anima nei mesi in cui a riempire i suoi vicoli sono solo i pescatori, mi porta a pensare con certezza che sì, ci tornerò.

Ho preso un calice di vino bianco in un chioschetto e l’ho bevuto a ridosso su uno scoglio. Non ho indirizzi da consigliare, ma solo un suggerimento: uno scoglio è meglio di un tavolo in un ristorante stellato.

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Noto

È quella passeggiata che sa di Sicilia, che placa l’animo, che regala il Re (assoluto e incontrastato) tra i latte di mandorla.

Indirizzi consigliati

Caffè Sicilia: nella bella via pedonale per il sopracitato latte di mandorla e un buon cannolo.
Corso Vittorio Emanuele, 125

Panificio Maidda: in primis, per il pane condito, una droga. Ma anche per qualsiasi altro prodotto da forno, qui realizzato con grani antichi e lievito madre.
Via Ducezio, 85

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Modica

Modica, la scoperta più bella: nell’aria il profumo di cioccolato e i versi di Quasimodo, intorno la pietra dei vicoli, dei tetti e delle scale. Come sempre, in Sicilia, bouganville ovunque: tra una crepa e l’altra, tra una porta e un davanzale, tra un lampione e un affaccio in ferro battuto. Non è imbellettata, non ha la pretesa di essere perfetta, non ha la smania di primeggiare. In fondo, sa di essere così bella da non aver bisogno di inutili orpelli. Così com’è. Inevitabilmente invidiabile.

Modica ha il cioccolato e, il suo, è un cioccolato davvero unico, che inizia le papille gustative a un nuovo modo di intendere questa miscela di zucchero e cacao. Modica ha un centro storico commovente: di notte, illuminato, è poesia allo stato puro.

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Questo è un assaggio, davvero un piccolo assaggio, della Sicilia Orientale. Tutto il resto è un abbarbicarsi assolato di fichi d’india e bouganville, falesie e sabbia di velluto. Tutto il resto è il tempo che intercorre tra un fritto e l’altro.

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