ospizio bernina

L’ho fatto davvero, ho sfidato la neve con le Converse. I cumuli qui su per essere proprio precisi.

“Andiamo a 2253 metri” “forte nevicata” “mettiti tutto quello che hai” “tieni anche il mio piumino”: avrei dovuto accendere il cervello, collegare queste frasi del terrore, andare nel primo negozio di Tirano e far girare l’economia con uno shopping da perfetta terrona che si ritrova improvvisamente e casualmente a 430 metri sopra il livello del mare. E invece no. Moderna eroina o sborona barese? Mhà…

Ospizio Bernina, 14 febbraio: jeans, maglioncino fighetto di cotone, felpa fighettissima di cotone, piumino termico in gentile concessione, parka fighetto barese e cappello rigorosamente di cotone. Oltre alla chiara provenienza dalla terra del sole si evince chiaramente il mio essere allergica a tutto ciò che non sia cotone, ma ad oggi importa solo una cosa: ALIVE. In versione omino Michelin, ma alive. Frank Marshall ho un messaggio per te: sinceramente, avresti dovuto scritturare me al posto di Ethan Hawke.

converse

In principio c’era Tirano e il gelato dei gemelli Toldo. Correggo, il famoso gelato dei gemelli Toldo. Dovevo assaggiarlo, nonostante:
1. la mia ormai nota intolleranza al lattosio
2. la mia notissima incapacità di ingerire cose fredde al freddo
Ma pare che andare a Tirano e non assaggiare il gelato in questione sia un po’ come venire a Bari senza assaggiare la focaccia di Fiore. Sia mai. Quindi, fedele alla mia più grande filosofia di vita “onorare sempre”, ho onorato. Coppetta only fiordilatte, responso: superiore. Forse davvero il miglior gelato di questi miei primi 32 anni di vita. Complimenti, punto. Tornerò per assaggiare la panna, lo devo a me stessa.

trenino rosso bernina

Arrivò il trenino rosso del Bernina. Tutto meritato il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Unesco: 61 km che attraversano un signor paesaggio da Tirano a St. Moritz toccando i 2253 metri di Ospizio Bernina, il punto più alto raggiunto da un treno in Europa. Un viaggio lento, lentissimo, in un treno che dovrebbe essere testimonial Vetril, in cui oltrepassato il confine Italia-Svizzera puoi felicemente goderti la morte lenta e silenziosa del 3G. Realizza la mia idea di viaggio, molto slow e fuori dal mondo.

Arrivò la neve, ovunque, una luce perfetta, la panchina affacciata sul lago e la scoperta che i boschi incantati non si palesano solo alle bionde, magre e belle principesse Disney. Poesia bianca e meravigliosamente silenziosa.

miralago poschiavo

Miralago – Poschiavo

miralago poschiavo

Miralago – Poschiavo

Arrivò anche il momento di scendere e dar spazio allo squilibrio. Si può impazzire felicemente ora lo so. Ed ecco quindi la rappresentazione della follia a meno tot gradi.

ospizio bernina

“Allora è vero che parlano come in Bastardi senza gloria!”. Ringrazierò per l’eternità l’uomo dell’esclamazione del giorno, seguita a un’interazione di 10 secondi con il capotreno. Lei, la donna a cui devo il primo cazziatone svizzero della mia vita. Tutto per una foto sui binari… ok, arrivava il treno, ma un treno che arriva alla velocità di una lumaca zoppa non fa testo. Giuro ancora, nero su bianco, di non essermene accorta… suvvia, a meno tot gradi si annebbia pure la vista.
Bernina Express: fermate, info, orari e costi li trovate qui.

trenino rosso bernina

Bastardi senza gloria VS Lacapagira

Premio gastronomico della giornata: pizzoccheri. Sono andata in Valtellina solo e unicamente per una voglia assolutamente delirante di pizzoccheri, lo ammetto. Un consiglio che viene dal cuore: quelli dell’Osteria del Sole valgono un viaggio. Sì, la stessa dello sciatt perfetto, quella in cui o becchi l’ora esatta della scolatura o niente, ritenta la prossima volta. Pranzo, ore 13.10 “pizzoccheri finiti”: tristezza e disperazione venite a me. Ma grazie al full full full nei ristoranti di Sondrio, il 14 sera il destino premia la mia fedeltà con l’unico tavolo libero in Valtellina e dintorni proprio all’Osteria del Sole. “Si cena alle 20”, 4 parole meravigliose; alle 20.40 in punto ho il mio amato piatto di pizzoccheri freschi freschi e appena scolati davanti. Sublimi, come poche cose nella vita. Lezioni del giorno: chi la dura la vince, in un mondo migliore è possibile cenare prima delle 22, nella mia vita ideale i pizzoccheri dovrebbero alternarsi settimanalmente alle orecchiette con le rape.
Osteria del Sole – Via Berola 1, Ponte in Valtellina

Per la cronaca, sono tornata anche da Belandin (qui l’inizio dell’amore), il ristorante che porterò sempre nel cuore per avermi fatto mangiare il primo sciatt della mia vita. Mi sento di ribadire un pensiero molto profondo che non troverete su nessuna guida Gambero Rosso: vorrei il proprietario come amico del cuore. Anche tutti i signori che alle 15 sono seduti ai tavoli dell’ingresso con quel sacrosanto bicchiere di vinello tra le mani. Tutto buono, anche l’abitudine meridionale di riempire i piatti fino allo sfinimento.
Belandin – Via Ca’ Scranzi 28, Teglio

ristorante belandin teglio

Se capitate da quelle parti fatevi un giro a Teglio, davvero carina. E prendetevi un caffè al Bar Sport, sempre per la personalissima teoria che i ‘Bar Sport’ e ‘Cinema Kursaal’ sono una manna dal cielo.

Conclusione della fuga in Valtellina: riuscita della spedizione in Converse, perfetta. Sono pronta per l’Alaska in espadrillas.

p.s. 1 questo post NON è sponsorizzato dalla Converse
p.s 2 questo post NON è sponsorizzato dal Dio dei pizzoccheri
p.s. 3 altre meravigliose e incredibili foto della sottoscritta arriveranno nel post ad cazzum di febbraio
p.s. 4 sì, ci sarà un altro post ad cazzum. Felicità per tutti

  1. e brava la “giovane” di Puglia, bell’articolo brioso e simpatico, sintetico e pieno di entusiasmo. Non sei stata l’unica pugliese in Valtellina e limitrofi e forse ne avrai incontrati altri di conterranei nel tuo giro. In bocca al lupo e scalza Anthony Bourdain dal suo trono.

    • I grazie non sono mai abbastanza, ma grazie! E poi una domanda fondamentale: quel “giovane” tra virgolette è perché volevi scrivere giovanissima vero??? Ora che mi ci fai pensare, a questo giro non ho beccato neanche un vicino di casa… pugliesi in estinzione? Provo a scalzare Anthony Bourdain e nel caso dovessi riuscirci caro Giuseppe ti dedicherò un ringraziamento sul mio primo libro! Crepi il lupo, sempre

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>