Quell’aria che pizzica la pelle, che sa di buono.
Scivolo in silenzio tra i vigneti. E poi mele, tante mele.
Seguo i muretti a secco, anche qui in Valtellina. 250 km di pietra che accompagna la strada in silenzio, forte e ferma.

Sono arrivata. Fin qui per quel profumo, fin qui per appagare i sensi. Lo sento nell’aria. Finalmente lo vedo, è qui, davanti a me. Caro sciatt, quanto mi sei mancato.

Valtellina_Sciatt

C’è stato un tempo in cui avevo deciso di innalzare i miei metri sul livello del mare. E ho deciso di farlo in Valtellina.
È così che, da brava pugliese, sono salita sul Trenino Rosso del Bernina durante una tempesta di neve, giusto il tempo di arrivare a 2253 metri di altezza per fare 4 passi in Converse.
È così che ho preso il mio cuore e l’ho diviso in due. Due metà perfettamente uguali, vive, ardenti: una l’ho chiamata sciatt, l’altra pizzocchero.
È così che mi sono tuffata in trekking suicidi dal grande merito: quello di temprare il mio animo terrone al cammino, alla natura, al verde brillante, ai ruscelli, alle fragoline di bosco, al calore dei rifugi. Quanto basta per vivere bene, davvero bene.

Ho fatto pace con il silenzio, sono guarita con quel silenzio. Ho fatto colazione con la bresaola, merenda con la bisciola. Ho meditato con una mela tra le mani, ho meditato tra un sorso e l’altro di Sforzato. Ho letto Baudelaire tra il bianco dei fiori di taneda, ho letto Canetti su una panchina al sole della Valmalenco. La Valtellina, le sue valli, la sua aria, i suoi sentieri, mi hanno dato tanto. E tanto ho ancora da prendermi.

Ho buttato giù qualche appunto su come raggiungere la Valtellina senza auto a costi davvero contenuti, sul non plus ultra della sua cucina, sul miglior vino da meditazione e sui pezzi da 90 del suo artigianato. I fondamentali su cosa fare in Valtellina per accompagnare nel migliore dei modi un weekend di neve, rifugi e romantiche serate davanti al camino.

Come si arriva in Valtellina

Sulla neve senza auto con Trenord

La prima dritta è per quanti, in questi anni, mi hanno chiesto come arrivare sulle piste della Valtellina senza auto. È per chi, arrivato il weekend, vuole vivere con spensieratezza e un calice di rosso tre le mani il lontano ricordo di traffico e parcheggio. È per chi è allergico alle auto, per chi non la possiede, per chi l’ha affidata alle amorevoli cure di un meccanico a tempo indeterminato. Per chi vuole semplicemente godersi una vacanza bianca a costi contenuti. La soluzione ha un nome: Treno della Neve.

Il Treno della Neve è un servizio ferroviario speciale che, sulle direttrici Milano/Tirano, offre un comodo collegamento per le piste della Valmalenco e di Aprica. Il biglietto, al costo di 48,00 euro per una giornata e di 73,00 euro per due giornate, comprende: viaggio di andata e ritorno in treno da tutta la Lombardia (fino alla stazione di Sondrio per la Valmalenco o di Tresenda-Aprica-Teglio per Aprica), transfer per Valmalenco o Aprica, skipass giornaliero. I biglietti per il Treno della Neve sono acquistabili online su e-Store o tramite l’App Trenord, disponibile gratuitamente per iOs e Android.

Valtellina

Cosa assaggiare in Valtellina

Meditare con un calice di Sforzato

Meditare è sempre una gran cosa. Farlo con un calice di Sforzato, diciamolo, alza il livello. Un passito rosso dal colore brillante e dal profumo intenso, che incontra i sensi, tutti, e tutti li stimola. Per produrlo, subito dopo la vendemmia le uve migliori sono poste per tre mesi su graticci in locali asciutti e ventilati detti fruttai; dopo 20 mesi di invecchiamento nasce un vino color granato scuro e una gradazione minima di 14 gradi. Meditate gente, meditate.

Ode al pizzocchero

Che dire, definirle delle “tagliatelle” è riduttivo. I pizzoccheri sono pizzoccheri, punto. Ottenute dall’impasto di farina di frumento e farina di grano saraceno, vengono conditi con patate, verze o coste, insaporite da burro e formaggio. L’antica ricetta è preservata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio. Il pizzocchero perfetto vale un viaggio in Valtellina, l’ho scritto per mesi, ribadito per anni. Vogliatevi bene, regalatevelo.

Pizzoccheri-Valtellina-rifugi

Cosa comprare in Valtellina

Tornare a casa con un pezzotto

Quegli incantevoli, colorati, resistenti tappeti ottenuti con ritagli di stoffe orditi a mano al telaio prendono il bellissimo nome di pezzotti, sicuramente il prodotto artigianale valtellinese più conosciuto. Un tempo, per realizzarli si utilizzavano stracci e indumenti consumati, oggi si è passati a più nobili ritagli di cotone, lana, velluto e seta. Un’evoluzione che ha portato il vecchio panno della tradizione contadina a diventare un ricercato e originale elemento d’arredo, ancora oggi realizzato come si faceva una volta. Scoprite la sua nobile arte nei piccoli borghi, lì, dove ancor’oggi la tradizione è più viva che mai.

Valtellina_Pezzotti

Quando lasci la neve, puoi sempre portar via un “lavec”

Hai preso un Treno della Neve, sei arrivato in Valmalenco, ti sei circondato di bellezza: natura incontaminata, neve, sci, rifugi, grande mangiate. La felicità è un attimo, l’afferri, te la godi al massimo, la trattieni fin che puoi. È arrivato il momento di lasciarla andare, è arrivato il momento di tornare a casa. Lo so, è difficile, ma prima dell’ultima palla di neve lasciati stupire dalle cave e dalla lavorazione della pietra ollare utilizzata nella tradizione per ricavare i famosi “lavec”, ottime pentole per cucinare stufati, risotti, sughi, zuppe. Un pezzo della tradizione valtellinese da portare assolutamente a casa.

Valtellina_Lavec

Scendi dal treno, home sweet home. Forse. Qualcosa ti manca. Sarà quella poesia bianca, soffice, incontaminata. Saranno quei sapori pieni, appaganti. Sarà quel silenzio o quel fuoco scoppiettante. Sarà quel calice rosso, brillante. Sarà la bellezza. O forse sarà tutto, tutto quello che c’è a sole due ore da Milano. Così vicino. Per fortuna.

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