Marche. Fu così che durante un bel convegno in cui c’era – guarda guarda – il mio nome tra i relatori, i pensieri ad cazzum arrivarono davanti a un tot di persone. Pare che siano attesi quanto l’oroscopo hot di fine anno di Rocco Siffredi e che portino gaudia felicità come la colomba pasquale. Che dire, arriveranno fin quando il cervello mi accompagnerà. Nel frattempo, un sentito ringraziamento a Claudio Baglioni, musa ispiratrice del primo post ad cazzum della mia vita. Pace e bene.  

roberta longo blogger

Grazie Chiara, ti devo 1/2/3/5mila birre

In gioventù odiavo la filosofia, mortalmente. Detto semplicemente non capivo mai una mazza di niente. I 32 anni mi hanno portato qualche neurone in più, un numero sufficiente da farmi finire nel tunnel di Michel Eyquem de Montaigne. Chi è costui? Un filosofo francese nato tra i ricchi, buttato da zero a 3 anni in un villaggio poverissimo affinché si abituasse “al modo di vivere più umile e comune”, riportato a 4 anni tra i ricchi per studiare e meditare, meditare e studiare. Arrivano la vena filosofica e una serie di saggi in cui parla di sè, “per conoscersi e conquistare la saggezza”; ne esce un uomo incostante, dalla memoria labile, un po’ schifato da chi insegue la celebrità a tutti i costi, votato alla verità, pessimista e scettico. Insomma, un me filosofo francese e un po’ malaticcio. Ne ho avuto conferma quando la mente filosofica più filosofica che conosco l’ha definito – cito testualmente – “una leggenda. Il filosofo ad cazzum per antonomasia.” È lui quello della frase “A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.” Ahimè, siamo sulla stessa barca.

Foto del mese: Islanda, ovvero, il pallino. Scatto (bellissimo) di Elizabeth Gadd. Cercatela su Instagram, perché lei è davvero una di quelle che merita di essere seguite.

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Maybe tomorrow. Pare che la storia di Rinaldo abbia portato molte fanciulle a dire “è successo anche a me, i migliori cercano sempre un lui”. Ecco quindi una nuova love story, quella di Jeremy. Nel 2003 uno svizzero alto, bruno e con gli occhi azzurri mi dedicava canzoni con frasi del tipo “voglio la brezza e l’apertura mentale, voglio nuotare nell’oceano, voglio prendere il mio tempo per me”. Chiaramente lo amavo, sempre per la mia innata propensione a innamorarmi dell’amore e, cosa non da poco, grazie a lui ho imparato ad indicare esattamente Losanna sul mappamondo. Nell’ordine ho pensato di passare/studiare/vivere a Losanna per sempre, io, i suoi occhi azzurri e le sue orride camicie a quadri. Racconterò un aneddoto che mi renderà impopolare, ma devo farlo per l’assoluta sincerità a fondamento di questi post.

Era una di quelle serate d’agosto perfette: io, la Croazia, le amiche con cui tutti dovrebbero partire, il cugino vintage del Moscow Mule, un concerto. All’improvviso lui, quei fanali celesti e il pensiero “e vabbè batterista dove sei stato fino ad oggi?!” Se lo stesso pensiero arriva nello stesso identico istante ai neuroni della tua migliore amica la situazione si complica. Ma anche no. Ambarabàcicìcocò: giuro, ho vinto quest’uomo grazie a un tocco, il migliore della mia vita.
Dopo la felice parentesi balcanica, seguono settimane di sms, piani di fuga, calcolo del denaro necessario per concretizzare il piano A B e C, il sogno di un amore nato su una scogliera croata e cresciuto tra il fritto pugliese e il cioccolato svizzero. L’epilogo: biondo il suo (suppongo), castano il mio. Viva l’amore a distanza e i primi anni 2000, quando per dedicarti una canzone gli pseudofidanzati lontani ti scrivevano il testo in 18 sms e non si limitavano a fare ctrl+c ctrl+v di un link su Messanger.

11 marzo: 32 anni e non sentirli. All’incirca. Mi sono fatta due regali: il primo, 60 euro di boccette miracolose che dovrebbero riportare il mio viso all’età di 15 anni. Sì, credo ancora nei miracoli e nella sincerità delle commesse spinte dalle provvigioni; tendenzialmente potete cercare di vendermi di tutto, millantare qualsiasi cosa: io vi crederò e striscerò il bancomat. Fra 2 settimane pubblicherò la foto della nuova me con 15 anni di meno, stay tuned.

Secondo regalo, Venezia. Quant’è triste Venezia: ma anche no. Quanto è romantica Venezia: men che meno. Nel suo essere popolare e un po’ cozzaglia di colori la trovo semplicemente perfetta per me. E l’ombre de vin a partire dalle 17… parliamone davvero.

venezia

Vi presento un vero ciccio tenerino, Luca. E sì, questa sono io su una gondola. Ne avevo il sentore, ora ne ho l’assoluta certezza: tutto può succedere. Se a capo di quella gondola con lo stemma dorato e il trono reale non ci fosse stato lui, probabilmente non ci sarei mai salita, ma questi occhietti teneri alla Bambi che incontra Tippete hanno fatto sciogliere il mio cuore pugliese. Giro alternativo tra i canali di Cannaregio, assoluta assenza di romanticismo, strana interazione tra me e ciccio Luca, sintetizzabile così: due strade parallele che non si incrociano mai. Discorso tipo: “A destra il palazzo di Tintoretto” “Luca ma quanti giri fai al giorno?” “Dipende. A destra c’è il palazzo di Tintoretto”… insomma, fatti i cazzi tuoi che campi 100 anni. Ve la butto lì, un giro di 30 minuti vi alleggerisce la tasca di circa 80 euro.

Ad oggi per qualcosa di speciale ricordo solo il mio 15° 16° (Valentina, memoria storica, grazie dell’audio in cui per convincermi dei miei problemi spazio-temporali hai ripercorso la nostra vita in 1 minuto e 52 secondi), 18° e 20° compleanno, a 90 anni sono convinta ricorderò il 32° per un 11 marzo senza giacca a Venezia, una gondola e un piatto di garganelli con finocchietto selvatico. Quindi sì, ci stava tutta. Parentesi: se volete i garganelli, il baccalà e una cena in una trattoria very very popular andate all’Osteria Bea Vita (Cannaregio 3082).

roberta longo venezia

Patrick Pichette, l’uomo del mese. 52 anni, vice presidente di Google, illuminato sulla cima del Kilimanjaro. Lui, la moglie Tamar, un’alba, la felicità e all’improvviso la richiesta della consorte “Perché non continuiamo ad andare? Esploriamo l’Africa, continuiamo verso est, andiamo in India. Quando sarà il momento? Il nostro tempo? Il mio tempo? ” Taaaaccc, accontentata. Ciao Google, ciao lavoro, ciao a tutti. “Dopo 30 anni di lavoro non stop e circa 1500 settimane di ritmo frenetico” Pichette decide di ristabilire l’ordine delle priorità: “Lei merita di più, molto di più”. Tanta stima. Ok, non tutti a 50 anni possono permettersi una fuga verso est, ma almeno una toccata e fuga all’idroscalo sì. Gente prendete esempio e in qualche modo, anche il più balordo, ristabilite l’ordine delle priorità.

“Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina.” Lo diceva Andy Warhol. Avere un buon motivo per svegliarsi è tanta roba, concordo e sottoscrivo.

Viva le Marche. Viva il ciauscolo. Viva il Rosso Piceno. Viva tutto il verde di quelle sacrosante colline. E viva viva viva le grandi cene malesiane-marchigiane (dedicata a chi ha condiviso con me la cena più gelatinosa di sempre).

marche roberta longo

“Il momento più felice della vita coincide con il secondo prima di mettere in bocca il miele. Quel secondo non è secondo a nessuno.” Se state pensando “solo un fottuto genio può aver scritto questa frase” vuol dire che i nostri cervelli sono in sintonia. Più ci penso e più non posso che dargli ragione. Peccato che la frase più sensata letta questo mese l’abbia pronunciata un orsetto di pezza pienotto e tarchiatello: Winnie Pooh. Caro Winnie ho sempre odiato quella maglietta rossa che ti copriva solo le ascelle, non ho mai sopportato la tua felicità immotivata, ho sempre invidiato la tua vita fatta di miele e poesie, la casa nella quercia e i girotondi con quel tenerino di Ih-Oh. Sulla base di questo puoi immaginare quanto mi costa dirti che sì, sei un fottutissimo genio di pezza.

Beh me ne sto andando in Spagna. Doveva essere un weekend, poi è diventata una settimana, poi un po’ di più. Ho solo 2 certezze: finalmente mi faccio un viaggio senza rompicazzi e riprenderò i kg persi. Per tutto il resto ci vediamo a Chi l’ha visto. See you soon.

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